Il mistero di Castel del Monte

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Castel del Monte è stato costruito intorno al 1240 su di un alto colle (all’epoca denominato Monte Balneolo), a circa 540 m. sul livello del mare, nel territorio della città di Andria, amata da Federico II e definita con l’appellativo di “Fidelis”, per la sua fedeltà e legame con l’Imperatore.

Gli studi storico-classici fanno risalire il Castel del Monte all’epoca di Federico II di Svevia, anche se sembra certo che l’Imperatore Svevo abbia sostato dalle parti del Castello soltanto poche volte.

Come collegare, pertanto, Castel del Monte a Federico II di Svevia?

Primo ed unico documento storico che attesti una relazione tra il Castello e l’Imperatore degli Hoenstaufen è un decreto inviato dallo stesso Federico al giustiziere di capitanata Riccardo di Montefuscolo, in data 28 gennaio 1240. In questa lettera Federico II di Svevia chiedeva a Riccardo di Montefuscolo di preparare il materiale per la costruzione (completamento) del suo Castello, nei pressi di un santuario oggi scomparso (Santa Maria del Monte).

Tra i manieri riconducibili alla figura di Federico II, Castel del Monte rappresenta per definizione quello più affascinante e, insieme, più misterioso.

Lo storico Ferdinando Gregorovius, con pochi ma significativi concetti, così si espresse quando nel maggio del 1875 si recò a Castel del Monte: “Le sue forme sono di una purezza e semplicità veramente classiche”…“Senza andare nel fantastico, si mantiene elegante e nobile”…“Non è facile trovare, e forse neppure immaginare, un concetto architettonico eseguito con maggiore regolarità matematica”…“Il popolo gli ha dato nome di Belvedere o Balcone delle Puglie”…“Si potrebbe con più ragione chiamarlo Corona delle Puglie”… “Il panorama del mare e della campagna che dall’alto del tetto si offre alla vista, è davvero incomparabile”.

Cosa è Castel del Monte? Cosa ha voluto rappresentare chi lo ha progettato e costruito? Perché quella forma così unica e particolare? Quale lo scopo della sua edificazione?

Tante e varie definizioni si sono alternate nel corso degli anni, tutte degne di considerazione, alcune plausibili ed accettabili, altre meno giustificabili ed al limite del leggendario, anche a causa della scarsità di fonti storiche riconducibili al “maniero federiciano”.

Castel del Monte lo si può anche vedere come un tempio innalzato per celebrare la tolleranza e la purificazione al di là delle diversità esistenti tra le religioni, oppure come un gigantesco “libro di pietra” dove poter leggere e/o ritrovare teorie matematiche, proporzioni auree, “leggi celesti e ritmi astronomici” e, come un recente studio di ricerca ha tentato di dimostrare, “un luogo in cui purificare e rigenerare lo spirito, la mente e il corpo”, il tutto trattato con estrema semplicità a rappresentare una armonica fusione architettonica di diverse culture.

Castel del Monte, rappresenta una sorta di “compendio” di tutte queste definizioni sulla sua origine e significato e lascia al visitatore la libertà di scegliere.

La costruzione è a pianta ottagonale con otto torri di forma anch’esse ottagonali collocate in corrispondenza degli spigoli, con complessive sedici stanze trapezoidali che, a percorrerle, si ha la sensazione di essere in un labirinto quasi magico; anche il cortile centrale è di forma ottagonale e tutto questo richiama l’otto, un numero che ha una grande valenza simbolica e che, disposto orizzontalmente, in matematica sta ad indicare l’infinito.

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